Slevin -Patto criminale

Inserito da Roberto Tabucchi | Pubblicato in Recensioni | data 17-11-2006


In noleggio dal 22 novembre nei migliori punti Videovip (e per fortuna anche nei peggiori), il nuovo lavoro del regista scozzese Paul McGuigan, già autore del pluripremiato “Gangster n.1″ (se lo avete perso, fatevi sotto: ne vale la pena). “Slevin”, alla lettera cane rabbioso, è un frenetico ed incalzante gangster-movie costruito come un rompicapo a chiave, con evidenti riferimenti hitchockiani (Intrigo Internazionale è esplicitamente citato) e strizzatine d’occhio all’umorismo nero dei fratelli Coen e al virtuosismo registico di Guy Ritchie (quello di Lock&Stock e Snatch, per intenderci). Le vicende che vengono narrate appartengono ad un mondo in cui la vendetta è l’unica ragione per andare avanti, in un circolo che richiama direttamente la tragedia greca, soprattutto nell’uso primordiale e totale della violenza e nel pagamento, senza remissione, dei propri debiti. Il dramma però viene spesso diluito con situazioni surreali, grazie alla scoppiettante sceneggiatura del giovane talentuoso Jason Smilovic, ricca di battute memorabili e citazioni pulp: “Questa storia è assurda” “No! Charlie Chaplin ha partecipato a un concorso per sosia di Charlie Chaplin a Montecarlo arrivando terzo. Questa è una storia assurda”. Parte del merito di questo moderno thriller, o noir se volete (che poi è come dire un giallo costretto a vedersela con l’inflazione dei morti ammazzati), va poi all’ottimo cast: la faccia da innocente di Josh Hartnett, imperturbabile fino al midollo, visto che soffre di atarassia (malattia che impedisce di emozionarsi); il sempre bravo Bruce Willis, killer dalle poche, letali, parole; due cattivi, antitetici ma speculari, il rabbino Ben Kingsley e il nero Morgan Freeman; un poliziotto poco affidabile e dall’aria losca, interpretato da Stanley Tucci; e infine Lucy Liu, che presta il volto alla principale figura femminile del film.
P.S. Ho volontariamente evitato qualsiasi anticipazione sulla trama. Un solo avvertimento: attenti al “colpo proibito Kansas City”.

Comments (6)

  1. a me ha ricordato un po’ the snatch!
    certo non è un film che passerà alla storia però non è male, i dialoghi sono irresistibili bravo josh hartnett. alla fine mi è rimasto un dubbio:il nome del cavallo?

  2. bravi tutti gli attori, in modo particolare il grande morgan freeman, al posto di lucy liu avrei visto bene uma thurman. comunque il film merita, solo alla fine si capisce in che modo i personaggi sono legati tra loro.
    p.s. credo che ‘cane rabbioso’derivi dal cognome ebraico Kelevra…

  3. E’ proprio vero che si impara sia leggendo i libri sia guardando film….
    prima di vedere slevin, ad esempio non sapevo che l’atarassia fosse una malattia…credevo fosse una corrente filosofica, non sapevo che gli asciugamani rimanessero intorno ai fianchi per così lungo tempo…credevo che tendessero a cadere continuamente, credevo che per recitare occorresse avere una buona mimica facciale e qualche espressione, invece basta avere un amico sceneggiatore che ti scriva una parte da atarassico.
    Bando alle chiacchiere, il film funziona, la sceneggiatura parte scoppiettante, poi, ovviamente, dovendo dare spiegazioni e mostrare due bacetti rallenta, gli attori sono funzionali, bella fotografia e regista che sa come mettere insieme tarantino, corea e grande lebowsky.
    p.s. da bravo scozzese tifa per lo 007 scozzese

  4. ottimo film solo che all’inizio del film e un po lento poi x il resto un film da consigliare

  5. Un film da vedere, in modo assoluto. Il bravissimo regista, Paul McGuigan, firma un film veramente bello.
    Ti prende, ti mette in mezzo ad una storia incasinata, storia di un ragazzo imprevedibile e di svela il trucco soltanto alla fine. Uno dei gialli, o noir che dir si voglia più belli.
    Comunque, “Cane Rabbioso” deriva dal cognome ebraico Kelevra.
    Il ragazzo si fa chiamre Slevin perchè era il nome del cavallo della corsa.

  6. vedetela come vi pare ma a mio parere è un film bellissimo…è vero non entrerà nella storia ma tra i film che non verranno ricordati è certamente il migliore(a mio parere ovviamente) oltre alla trama(devastante),i dialoghi sono bellissimi e mi piace molto anche il modo di recitare degli attori(anche josh hartnett a cui non avrei dato un lira) per il resto il colpo di scena finale è memorabile. è uno di quei rari film di cui si apprezza di più la seconda visione, il che lo rende secondo me ancora migliore.

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