Inserito da dario minniti | Pubblicato in Recensioni | data 10-11-2006
Ricordate “Amadeus” del 1984? Il film sulla vita e le opere del grande musicista Mozart vinse ben 8 Oscar ed era diretto da Milos Forman. Dopo tanto tempo il regista ceco torna a girare un film in costume sulla vita del grande pittore spagnolo Francisco Goya.
Il film, dal titolo “Goya’s ghosts”, è ambientato nella Spagna di Carlo IV. Siamo nel 1792, ai tempi dell’Inquisizione che cerca in tutti i modi di opporsi alle idee di libertà che provengono dalla Francia rivoluzionaria.
Goya, interpretato da Stellan Skarsgard, che è un pittore molto apprezzato a corte, invita nel suo studio il monaco del Sant’Uffizio(Javier Bardem). Quest’ultimo vede sulla tela uno schizzo della musa del pittore, Ines(Natalie Portman) e se ne innamora perdutamente. La bellissima ragazza però non ne vuol sapere e l’inquisitore la fa processare per eresia e incarcerare. Goya tenta in tutti i modi di salvare la vita della sua musa.
“Goya’s ghosts” è stato girato interamente in Spagna tra Madrid, Segovia e Salamanca e sarà nelle sale italiane a gennaio 2007(19?). La sceneggiatura del film è stata scritta a quattro mani dallo stesso Forman e dall’esperto Jean-Claude Carrière, alla sua terza esperienza col regista(“Taking off” e “Valmont”). Per i fans di Natalie Portman(io sono tra questi) una piccola delusione. Era stata annunciata infatti, una scena del film in cui la bellissima attrice compariva completamente nuda. Purtroppo Natalie ha chiesto di essere sostituita da una controfigura…

Inserito da dario minniti | Pubblicato in Recensioni | data 31-10-2006
Recentemente ho visto una commedia brillante e ben fatta diretta da David Frankel (il regista della serie Sex and the City) e tratta dal best-seller di Lauren Weisberger: “Il diavolo veste Prada.
Il tema dominante del film è il fashion- business e lo schema narrativo segue il percorso classico delle favole:
Andy Sachs, aspirante giornalista neolaureata, viene assunta come assistente personale di Miranda Priestly, una donna manager disposta a sacrificare la propria vita privata per conservare prestigio e potere faticosamente conquistati(una bravissima Meryl Streep).
Andy è una sorta di Cenerentola post-moderna, la ragazza di provincia che si trova da un giorno all’altro ad avere a che fare con una donna d’affari spietata con i suoi dipendenti e compiacente con i suoi superiori. La ragazza si ritrova in un mondo dove il mobbing è una pratica quotidiana e le coltellate alla schiena sul posto di lavoro sono all’ordine del giorno. Pur non essendo un capolavoro, il film è molto godibile gli attori sono bravissimi e i dialoghi spumeggianti,
È da apprezzare il tentativo(riuscito) di raccontare un mondo cinico dove la lotta quotidiana per apparire sovrasta ogni cosa e mortifica i rapporti umani. Meryl Streep conferma la sua bravura in un ruolo complesso ma anche Stanley Tucci e notevole nella parte dell’assistente gay. Bellissima la fotografia(spettacolari le inquadrature di New York).
Come in tutte le commedie americane, non manca il finale moraleggiante! Anche “Il diavolo veste Prada” è allineato a questo standard ma non in modo esagerato come in altre commedie(“Una settimana da Dio” solo per citarne uno).

Inserito da dario minniti | Pubblicato in Recensioni | data 04-04-2006
Non aspettatevi un film animalista! Il regista tedesco Werner Herzog racconta in forma documentaristica la storia di Timothy Treadwell, un giovane naturalista americano che ha passato 13 estati (dal 1990 al 2003) in una riserva naturale dell’Alaska in mezzo agli orsi grizzly con l’intenzione di proteggerli dai bracconieri.
Il giovane ha documentato la sua esperienza attraverso una piccola telecamera che ha ripreso il suo progressivo avvicinamento al mondo animale e il contemporaneo allontanamento dal mondo dei suoi simili.
Una sorta di diario in cui Treadwell si mostra al mondo esterno con tutte le sue passioni e le sue debolezze. Ciò che rende affascinante questo documentario è la contraddittoria e disperata ricerca di un uomo del proprio spazio nel mondo, perseguita con straordinaria determinazione e furore autodistruttivo. Il giovane americano si allontana dalla società degli uomini nel tentativo di sfuggire alla pericolosa spirale di alcool e droga in cui era finito. Parte alla ricerca di un’alternativa e spera di trovarla nelle leggi irrazionali del mondo animale.
Treadwell era uno di quegli eroi solitari che Herzog ama e che sono spesso protagonisti dei suoi film(Fitzcarraldo). Uomini che sondano lo spazio ignoto che separa il regno animale da quello umano e lo fanno fino in fondo, pagando un prezzo altissimo. A volte estremo! Pur non condividendo l’approccio alla natura di Treadwell, Herzog non ha la pretesa di emettere giudizi ed ha l’umiltà di mettersi da parte come regista. Lo scopo che si prefigge è la ricerca di un equilibrio possibile tra il mondo animale e quello umano partendo dall’esperienza di Timothy Treadwell, raccontata anche attraverso le interviste alle persone che lo conoscevano da vicino.
