Inserito da Domenico Casini | Pubblicato in Recensioni | data 06-06-2007
Caos calmo con Nanni Moretti “…Nanni Moretti non interpretava un film non suo dal 1995, l’anno di La seconda volta di Mimmo Calopresti. E ora il regista de Il caimano torna ad interpretare un film di un altro regista, Antonello Grimaldi, che dirigerà Caos calmo, dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, tra l’altro vincitore del Premio Strega. Domenico Procacci della Fandango spiega che è stato lo stesso Moretti a proporsi come attore, e lui e il regista sono stati contentissimi fin da subito…”( cine blog) Caos Calmo è un romanzo che si presta ad essere adattato, si presta al flashback, si presta ad un uso metaforico delle immagini. Molti dubbi sul fobico Nanni Moretti alle prese con la trasformazione del protagonista Pietro Paladini. Vedremo.

Inserito da Domenico Casini | Pubblicato in Recensioni | data 22-03-2007
Ieri sera, ho preso un dvd al VideoVip…. Ho detto ad Alfredo: dammi un film a caso senza dirmi il titolo… Ho dato il via, spalle al televisore: menu principale….play. Parte il film, mi volto: traffico, grattacieli, musica cool, sembra N.Y….no, guarda meglio, sembra Manhattan. Mattina, donne giovani e magre si vestono e truccano, vanno in ufficio, credo, vanno dove cavolo gli pare ma ci vanno “in tiro” ( ognuna a modo suo). Ho capito, furbo Alfred, mi ha rifilato un episodio di Sex & The City…ma dov’è il gigantesco poster di Carrie e dove sono Carrie,Charlotte, Samantha e Miranda. No, Miranda c’è, l’ho sentita nominare….c’è anche un occhialuto gay modaiolo, ma non è Stanford, si chiama Nigel ed assomiglia a Stanley Tucci. Ma che episodio è?…Possibile che non l’abbia visto? Che sia una nuova serie? Improbabile…ne avrebbe parlato Crepet a “Porta a Porta”, quanto e più di Cogne. Fermi tutti, quella è Meryl Streep….questa è la redazione di una rivista di moda….quindi, nonostante la 4° Menabrea 150° Anniversario, i neuroni, dopo faticosa elaborazione, mi avvertono che sto vedendo “Il diavolo veste prada” ( quanto sarà costato a Prada dare il titolo ad un film?). Ergo, il film vantato da critica e pubblico, con ben due nominations agli oscar , noleggiatissimo e scaricatissimo, non è altro che un sontuoso e costoso episodio di sex & the city, ambientato nel cinico mondo dell’editoria fashion, con attori famosi e un regista, tale David Frankel…chi è? San Google ci sei? No! Da non crederci….regista di alcuni episodi di Sex &…… Il cerchio si è chiuso. Che dirvi….? Si lascia guardare, farcito di stereotipi e situazioni pret a porter, ma strizza strizza, se non fosse per la Streep e per il Tucci, non sarebbe tanto distante da pellicole assai meno pretenziose tipo “Quando meno te lo aspetti” e “ Come farsi lasciare in 10 giorni”….non ho detto tutto ed ho detto già troppo. Saluti

Inserito da Domenico Casini | Pubblicato in Recensioni | data 23-02-2007
Un atto di fede….questo ci richiede M.Night Shyamalan ( il sesto senso, unbreackable, signs, the village); se non siamo disposti a credere non potremo apprezzare la pellicola che, nella migliore delle ipotesi, ci apparirà come una solenne “presa in giro”……; ma credere in che cosa, direte voi? Credere nelle fiabe, nei miti, nelle leggende in tutti quei meccanismi che, dalla notte dei tempi, l’essere umano ha inventato per spiegarsi cose che non riusciva a piegare alla ragione. Lady in the Water più che una fiaba, è un film sulla struttura e sul materiale che compone le fiabe – sembra una lezione di Vladimir Propp- è un film Junghiano nello sforzo del regista di fondere conscio ed incoscio e di illustrare archetipi e, chi ha letto l’antropologa C.Pincola Estes non faticherà a riconoscere in Story, uno degli archetipi di donna selvaggia di “donne che corrono con i lupi”. Un atto di fede che la Disney, con la quale il regista aveva all’attivo 4 pellicole molto fortunate, non ha avuto…costringendo Night a traslocare alla Warner per poter realizzare il film.
Un atto di fede che non hanno avuto né la critica né il grande pubblico. Un atto di fede che, se ripasso mentalmente lo stile di regia scelto, ho idea che, sotto sotto, non ha ratificato nemmeno il regista. Il plot: Cleveland Heep ( Paul Giamatti) è il dimesso e balbuziente ( scoprirete poi perché) guardiano tutto fare del popolare residence the Cove ( la tana ), dove una varia e multietnica comunità di inquilini abita. Centro nevralgico del residence è la piscina dalla quale, una sera, uscirà la laconica Story ( Bryce Dallas Howard ), una Narf, una ninfa del mare, anzi una principessa delle narf, impossibilitata a tornare nel suo mondo fin quando non avrà portato a termine la missione per cui è stata inviata in mezzo agli uomini: trovare il predestinato – interpretato, , da un M. Night Shyamalan meno espressivo di un baccalà ed illuminarlo affinché a sua volta illumini l’intera umanità.
Giamatti conduce le danze, raramente sopra le righe, attraverso una sceneggiatura ed una scenografia talmente intessute di metafore, similitudini, richiami e rimandi da essere “leggermente” fastidiose – una per tutte, l’odioso critico cinematografico alle prese con l’attacco dello Scrunt. Che dire….guardate questo film come se fosse una produzione Disney anni ’80 destinata ai ragazzini e vi divertirete. P.S. il mostro, lo scrunt, è quasi imbarazzante…..perché mostrarlo?

Inserito da Domenico Casini | Pubblicato in Recensioni | data 14-01-2007
Si spenge la testa e si mette su un film…..ma con questo film non funziona così. Si tratta di un piccolo film che fa un grande botto e non vi basterà vederlo una volta per saziarvi. Anders Thomas Jensen, sceneggiatore di culto in Danimarca- Mifune Dogma 3 e Non desiderare la donna d’altri – confeziona una pellicola che ti sorride mentre ti prende a calci negli “stinchi”. Grazie alle strepitose interpretazioni di Ulrich Thomsen – Festen, Non desiderare la donna d’altri – e Mads Mikkelsen – Pusher, Open hearts, 007 casino royale- mette in scena una farsa biblica carica di humor nero e scene pulp. Adam, leader di una gang di neonazisti, deve scontare un periodo di recupero nella parrocchia di padre Ivan, sede di una strampalata comunità di recupero, popolata da soggetti “curiosi”. Ognuno deve avere un progetto: quello di Adam sarà confezionare una torta con le mele dell’albero del cortile ma, il diavolo secondo Adam, Dio secondo padre Ivan, ci mettono lo zampino e varie calamità si abbattono sulle povere ed indifese mele. Segue un processo di catarsi collettiva in cui nessuno si purifica ma le carte si mescolano: male e bene, religione e scienza, logico ed illogico, teologia ed apologia….la sceneggiatura non perde un colpo e niente è prevedibile in questa campagna danese così ben fotografata. Inutile srotolare il gomitolo della trama, fitta di eventi e situazioni tragicomiche, in cui tutto è quello che sembra e niente, finalmente, è politicamente corretto. Buona Visione
